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Il Museo Civico di Scienze Naturali E.Caffi

Il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo è il soggetto promotore e capofila scientifico del Sistema Territoriale “Triassico.it”.
La sede del Museo, posta in Città Alta, ospita un ampio settore espositivo, laboratori e depositi per la preparazione, la catalogazione e la conservazione dei reperti. La missione del Museo è, infatti, quella di conservare ed incrementare le collezioni, composte da reperti spesso unici e di grande interesse. Le attività di ricerca e di studio sul territorio ne apportano un costante arricchimento, il che permette un continuo rinnovo delle esposizioni ed un approfondimento delle conoscenze scientifiche.

Un museo di scienze naturali ha come compito principale la conservazione e lo studio dei reperti naturali. Le sale espositive svolgono una fondamentale funzione divulgativa che dà modo al visitatore di capire e conoscere il mondo che lo circonda. I musei naturalistici hanno anche un ruolo fondamentale nell’ambito delle tematiche ambientali in quanto archivi degli aspetti naturali del territorio e delle sue modifiche nel tempo.

Il Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo si inserisce in questo scenario in quanto rappresenta un archivio fondamentale di beni naturalistici, custodisce preziose testimonianze dei cambiamenti che hanno interessato il territorio di Bergamo con il quale mantiene una strettissima relazione. La sezione del Museo dedicata alla geo/paleontologia tratta i temi principali delle Scienze della Terra e ripercorre la storia del territorio orobico attraverso rocce e fossili, frutto di decennali ricerche.

Il Museo svolge attività di ricerca paleontologica in tutto il territorio bergamasco e arricchisce le sue collezioni tramite campagne di scavo. In particolare, la sala “Bergamo … 220 milioni di anni fa” è stata allestita per esporre una selezione di reperti paleontologici rinvenuti all’interno di strati rocciosi risalenti al lontano Norico, nel Triassico superiore (più di 200 milioni di anni fa).
In quel periodo alla zona di Bergamo corrispondeva un mare caldo e poco profondo, con piccole isole ricoperte di vegetazione, ricostruito nella sala attraverso un diorama. Sui bassi fondali l’ossigeno veniva a mancare rendendo impossibile la vita, ma assicurando le condizioni ideali per la perfetta fossilizzazione dei resti degli organismi. I fossili recuperati, per l’ottima conservazione e per la loro eccezionalità, sono famosi in tutto il mondo.

Nell’ambito del Sistema Museale “Triassico.it” la sala “Bergamo 220 milioni di anni fa” è la sezione espositiva di maggior interesse perchè permette di ammirare le specie che popolavano questo antico mare, la terraferma e perfino il cielo essendo interamente dedicata ai fossili del Triassico superiore rinvenuti nelle località di Cene, Berbenno e Zogno in provincia di Bergamo.
In esposizione vengono descritte le formazioni rocciose che conservano i fossili, unici al mondo, provenienti da queste località e viene spiegata la storia dell’importantissimo sito fossilifero di Cene, dove è stato scoperto Eudimorphodon ranzii, uno dei più antichi e meglio conservati rettili volanti al mondo, il cui olotipo è esposto in questa sala. Un diorama ricostruisce l’aspetto che aveva il territorio orobico nel Triassico. Nelle vetrine sono custoditi i più antichi abitanti della bergamasca: i grandi pesci predatori, Birgeria e Saurichthys, il pesce volante Thoracopterus, i piccoli folidofori che vivevano in grandi banchi ed avevano il corpo ricoperto molto resistenti. Tra gli scogli vivevano pesci dalla forma piatta, agili anche negli anfratti e tra i coralli, come Gibbodon cenensis, conosciuto grazie all’unico esemplare ad oggi rinvenuto in tutto il mondo. Molti gli invertebrati, dai crostacei come la più antica aragosta del mondo proviene dalle campagne di ricerca del Museo fino alla rarissima libellula Italophlebia gervasuttii. Tra i rettili marini Psephoderma alpinum era un animale corazzato che triturava i gusci dei molluschi di cui si cibava grazie ai grandi denti piatti; era invece adattato ad una vita semiacquatica Endennasaurus acutirostris che nuotava nelle acque basse per nutrirsi di piccoli invertebrati che catturava con il lungo rostro privo di denti. Tra i rettili terrestri il grande fitosauro, lungo circa 4 metri e simile ad un coccodrillo, è uno dei più completi al mondo. Il rettile Drepranosaurus unguicaudatus conduceva vita arboricola. I rettili volanti sono rappresentati da Eudimorphodon ranzii che si cibava di pesci, dall’insettivoro Peteinosaurus zambellii e da Preondactylus buffarinii.

L’attività del Museo si estende a vari ambiti oltre a quello paleontologico: l’esposizione e la conservazione si concentrano sulla geologia, la mineralogia, la zoologia, l’antropologia e l’etnografia. Un percorso tattile è accessibile anche ai non vedenti grazie alle didascalie in Braille ed alle audio guide.
Ampio spazio è riservato alle attività didattiche rivolte alle scuole: visite guidate, laboratori, lezioni e uscite sul territorio sono valide proposte rivolte dalle materne alle superiori.
 

:: Museo Civico di Scienze Naturali “E. Caffi”, Bergamo
Istituto di Geologia e Paleontologia

Piazza Cittadella, 10
24129 Bergamo
Tel: +39 035 286011 - Fax: +39 035 286019 
Istituto di Geologia e Paleontologia,
Tel: +39 035 286020

Orario estivo:
Aprile - Settembre: 9.00 - 12.30 / 14.30 - 18.00
Sabato e festivi: 9.00 - 19.00
Chiuso: lunedì
Orario invernale:
Ottobre - Marzo: 9.00 - 12.30 / 14.30 - 17.30
Chiuso: lunedì - 1 gennaio - 25 dicembre

Come arrivare:
In automobile: uscita autostrada A4 “Bergamo”, seguire le indicazioni per “Città Alta” e per “Largo Colle Aperto”. Il Museo si trova in Piazza Cittadella che è chiusa al traffico. Parcheggi a pagamento si trovano lungo tutte le mura e in Colle Aperto. Il sabato sera, la domenica pomeriggio e nei giorni festivi Città Alta è chiusa al traffico. Possibilità di parcheggio in Città Bassa. 

In treno: fermata FS “Bergamo”, dalla stazione prendere l’autobus “1A” per Colle Aperto/Università, il biglietto è acquistabile in stazione. Il Museo è raggiungibile anche con la funicolare per Città Alta ed una breve passeggiata attraverso il centro storico.