Pterosauri

Gli pterosauri, primi tra i vertebrati a conquistare l’aria, sono i rettili più comuni nei giacimenti bergamaschi. Gli scheletri sono spesso incompleti, ma le ossa, sono quasi sempre in connessione anatomica. Il più famoso è Eudimorphodon ranzii.

Eudimorphodon ranzii

Nel 1973 i ricercatori del Museo Civico di Scienze Naturali di Bergamo fecero una sensazionale scoperta: durante una campagna di scavi sul versante ovest del monte Bo, vicino al paese di Cene, a pochi chilometri da Bergamo, ritrovarono uno scheletro di una nuova specie di pterosauro. L’esemplare rinvenuto era il più antico pterosauro del mondo, il primo rettile volante attribuibile al Triassico. L’animale venne chiamato Eudimorphodon ranzii. Il nome del genere deriva dal greco e significa“con denti veramente di due forme”Eudimorphodon ranzii era in grado di praticare il volo attivo, aveva un’apertura alare di circa 80 cm e un cranio lungo 10 cm, aveva una caratteristica coda allungata che costituiva circa la metà della lunghezza totale dell’animale. Come in altri pterosauri, essa terminava con un piccolo lembo di pelle a forma di losanga, forse un timone per cambiare direzione durante il volo. L’inconsueta dentatura era formata da 114 denti di due forme diverse: lunghi e appuntiti gli anteriori, a più cuspidi i posteriori, indizio di una dieta carnivora. Questa deduzione è stata confermata anche dal ritrovamento dei resti dell’ultimo pasto dell’animale contenenti squame di piccoli pesci triassici. In un esemplare rinvenuto in Valle Imagna, scoperto nel 1989, sono conservate anche porzioni dellamembrana alare che era sostenuta dal quarto dito della mano, enormemente sviluppato.

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